martedì 17 ottobre 2017

Conferenza pre Bengals

Altra conferenza insidiosa per Mike Tomlin che non può tornare a parlare solo di quanto visto in campo nemmeno dopo la vittoria coi Chiefs.

LA VICENDA MARTAVIS BRYANT
L’argomento caldo settimanale è la presunta richiesta dicessione di Martavis Bryant, negata dal diretto interessato. «Non ho avuto nessuna reazione- ha dichiarato a riguardo Tomlin- ho una comunicazione solida e continua con Martavis come con altri giocatori. Ha dato un gran contributo domenica ed era entusiasta come tutti».
Sulla vicenda ha anche aggiunto «non so da dove provenga questa notizia. Spesso arrivano da familiari, alcune volte da agenti. Io non giudico il nostro rapporto da cose dette da altri. Pare contento e concentrato, per noi non è un problema».
Toccato anche il fatto che JuJu Smith-Schuster stia avendo più spazio di Bryant. «Credo entrambi abbiano avuto più di quarantacinque snaps. Voi riducete la cosa ad una questione di ruoli ma pesso è qualcosa che riguarda gli schemi, qualcosa che valutiamo in base alla partita. Non c’è molto altro ad essere onesti»

SU MIKE MITCHELL
Si è discusso molto anche sul colpo portato dalla safety di Pittsburgh ad Alex Smith sanzionata prontamente dagli arbitri. «La vedo come voi, ha subito uno sgambetto da Chickillo ed è stato sfortunato, è parte del gioco. Doveva essere penalizzato perché il regolamento è rigoroso. L’indennità dei giocatori è importante am non c’è stata intenzionalità o voglia di far male. È stato sgambettato ed Alex Smith doveva avere gli occhi sulla schiena per vederlo»,

L’ETERNO JAMES HARRISON
«Sono aperto a riguardo» dichiara Tomlin a chi gli domanda se c’è da aspettarsi un maggior numero di snaps per James Harrison, definito successivamente «È un giocatore impressionante e altruista». Sulla voglia del giocatore d’avere più spazio il suo coach è stato inamovibile «James sa che metterò le esigenze di squadra davanti ai suoi desideri». 

Martavis Bryant non ha chiesto la cessione

Tolto il risultato del campo domenica l’argomento maggiore in casa Pittsburgh era la richiesta, raccontata da Ian Rapoport di NFL Network, di trade da parte di Martavis Bryants.
Il giocatore ha subito negato l’indiscrezione su twitter e lo ha fatto di persona ieri ai microfoni dei cronisti. Cinque minuti in cui ha chiarito di non aver mai chiesto la cessione e di voler superare questa vicenda. «Ho solo parlato ai coaches su come potevo migliorare ma ora penso solo alla gara con Cincinnati». Ha giocato
Per la cronaca Martavis Bryant ha giocato il 72% degli snaps offensivi degli Steelers, ricevendo 34 targets dietro solo i 74 di Antonio Brown ed i 39 di Le’Veon Bell.
Di certo c’è che Pittsburgh non è intenzionata a cedere il ricevitore e che essendo il termine per le cessioni il 31 ottobre ogni movimento è quantomeno improbabile.   

lunedì 16 ottobre 2017

A Kansas City è arrivata la vittoria della svolta?

Rialzarsi dopo una sconfitta interna inaspettata che aveva fatto dubitare sulla qualità della squadra, farlo a casa dell’unico team rimasto imbattuto in Nfl con una prova che fa dimenticare quanto visto con i Jaguars e dà morale e convinzione.
Perché per tre quarti la difesa ha cancellato l’attacco di Alex Smith e soci, saliti in cattedra solo quando con le spalle al muro hanno tentato invano la rimonta, sogni infranti da un sack dell’eterno James Harrison ormai un incubo per il tackle Eric Fischer a 58 secondi dal termine.
Una vittoria che porta la firma di Le’Veon Bell, trascinatore dell’attacco di Pittsburgh con 179 yards e un td, lui che dopo la sconfitta di settimana scorsa aveva parlato di un gioco di corsa troppo poco utilizzato. «Non so se quello che ho detto abbia inciso ma oggi abbiamo portato a casa la vittoria ed è l’unica cosa che conta. Siamo venuti qui per correre, abbiamo seguito il piano pre gara e vinto».
Ma quando i Chiefs con 6:13 sul cronometro hanno siglato l’unico td di giornata per accorciare 12-10 è stata la solita connection Roethlisberger to Brown a siglare il td che ha dato nuova serenità alla squadra, certo in maniera fortunosa visto il tocco di Phillip Gaines.
Insomma se si dovesse analizzare questa singola gara ci troveremmo di fronte alla squadra che ci attendevamo in estate. Gioco di corsa cardine dell’attacco, un qb capace di piazzare le giocate necessarie al momento giusto, una difesa che incide sul rendimento degli avversari.
Che sia quindi arrivata la prova della svolta contro i Chiefs? «lo spero- racconta Ben Roethlisberger l’uomo più atteso dopo la debacle con i Jaguars- manca ancora qualche dettaglio come è normale che sia ma di certo è un punto di svolta. Non abbiamo messo molti punti a tabellone ma siamo venuti in questo stadio, contro questa difesa e far bene». Da lui è arrivata la prova confortante e d’autorità che ci si aspettava, chiude infatti con 17/25 252 yards un td e un intercetto dovuto ad una traccia non corsa da Brown.
In difesa da notare che dopo aver concesso almeno 200 yards su corsa in due delle ultime tre gare, l’attacco di Kansas s’è dovuto accontentare di 28 yards totali nonostante schierasse il leading rusher della lega Kareem Hunt. Ottima anche la pressione costante portata ai danni di Smith, che ha subito due sacks da Vince Williams prima di quello finale di James Harrison.
Questa vittoria riporta Pittsburgh sul trono temporaneo della Afc North, domenica arrivano poi i Begnals all’Heinz Field un’occasione per ipotecare il titolo divisionale.


venerdì 13 ottobre 2017

Inizia la vera stagione di Harrison?

Dopo aver insolitamente passato le ultime due week nella lista inattivi è pronto al rientro James Harrison.
Ieri infatti il defensive coordinatori Keith Butler ha annunciato che Deebo sarà in campo a Kansas City, incrementando i miseri sette snaps finora giocati in questa regular season. Non ci sono indicazioni riguardo il ruolo e l’impiego che otterrà, presumibile che sarà in rotazione con il rookie Tj Watt sulla destra.
Harrison, 39enne, è il leader di ogni epoca in casa Steelers per sacks con 81,5.

mercoledì 11 ottobre 2017

Conferenza pre Chiefs

Ennesima conferenza "calda" per Mike Tomlin. Non poteva essere diversamente dopo la sconfitta casalinga coi Jaguars e in cinque intercetti di Ben Roethlisberger.

GAMEPLAN ERRATO
Tolta la prestazione di Roethlisberger il tema più caldo era quello dello sbilanciamento dell’attacco nella gara di domenica con meno corse del dovuto. «Il gameplan si svelano spesso nella seconda metà di gara. Per noi era tutto andato male nel terzo quarto con i due pick six, così le statistiche non riflettono le nostre intenzioni iniziali». Altro fattore determinante per il coach sarebbero i minuti mangiato sul cronometro dalle corse di Jacksonville. «È facile parlare del bilanciamento quando giochi in maniera scarsa- aggiunge Tomlin- ma mi interessa solo vincere. Avessimo vinto e queste domande avrebbero già una risposta».

I CHALLENGE PERSI
Sul banco degli imputati c’era lui in primis dopo i due time out persi per delle review chiamate e perse. «Raramente chiamo un challenge su una posizione di campo a meno che non ci sia una linea che mostri il guadagno. Io ero sulle 40 yards e non credevo le avesse raggiunte, ero molto convinto. Non ho vinto il challenge». Convinzione che ha portato a lanciare anche la seconda red flag «anche qui ho la chiamata era basata su quello che avevo visto».

SU BEN ROETHLISBERGER
«Ben è un gran competitore, un ragazzo emotivo che ne aveva viste molte. Non ha avuto paura di dire quanto triste si sentisse in quel particolare momento. Conosco però Ben da undici anni e quello che ha detto dopo la gara non rispecchiava chi è e come si sente. Lunedì è arrivato come un giocatore pronto. Prendo questi commenti come un pizzico di sale, del resto quest’estate ha parlato di ritiro e avete fatto dei gran viaggi per poi dover tornare sui vostri passi. Lui è ancora qui».

LA LITE SOCIAL BELL-CLARK

Lunedì Le’Veon Bell s’è reso protagonista d’un botta e risposta su twitter con l’ex compagno Ryan Clark. Tomlin ha confermato d’aver dato delle istruzioni su cosa fare e non fare sui social ai suoi giocatori. Ma di «non avere abbastanza tempo per star lì a controllare. Ho già abbastanza problemi nel monitorare i social dei miei figli» 

martedì 10 ottobre 2017

Roethlisberger «sono tra i migliori del mondo»

Ormai il programma radiofonico di Ben Roethlisberger del martedì è una tappa fissa della settimana per sviscerare i temi caldi degli Steelers. Dopo le parole su Antonio Brown post trasferta di Baltimora però il tema del giorno era la gara di chi lo show lo tiene. Il qb di Pittsburgh ha tolto i dubbi lasciati dei commenti post gara, non pensa d’essere giunto al capolinea e lo dice apertamente.
Senza nascondere di provare frustrazione delle volte, non rivolto alle statistiche ma riguardo il «deludere le persone» a causa delle sue performance.  
Si prende le colpe per la mancanza di big play su Martavis Bryant «devo far meglio nel dargli la palla in certe situazioni e non metterlo in difficoltà. Penso dobbiamo renderci conto che ha saltato tutta la scorsa stagione, non sto dicendo non sia lo stesso, ma dobbiamo capire che deve tornare al top. Non ce l’ho con lui e non sono arrabbiato, dobbiamo tutti fare di più. Come potrei avercela con lui quando sono io il primo a non giocare bene? Se io giocassi meglio i ricevitori giocherebbero meglio».
Nessun panico in spogliatoio a quanti riporta uno dei leader dello stesso. «Non stiamo andando in panico, tutto va alla grande. Abbiamo molti leader, abbiamo avuto una brutta giornata, io ho avuto una brutta giornata. Non tutti, io sì».E non c’è nessuna mancanza di fiducia in se stesso. «Ti alzi il lunedì e realizzi “sono ancora uno dei migliori del mondo a fare quello che faccio”. Avrò questa fiducia, l’avrò quando mi allenerò mercoledì ed in campo domenica a Kansas City. Ho questa convinzione, sono uno dei migliori ad aver mai giocato in questa posizione. Devi avere questa fiducia e l’avrò. Favre ha lanciato sei intercetti, Marino cinque, come altri Hall of famer».
La gara di domenica secondo la fonte diretta non è nemmeno la peggior gara mai giocata. «Lo è a livello di intercetti ma non di letture. Sono un pistolero ho provato a vincere il duello ma non ce l’ho fatta, riproverò però a tornare e vincere questa settimana».Rigettate anche le accuse sulla meccanica e sulla perdita di profondità nei lanci, prova sarebbero dei lanci “overthrow” proprio su Bryant. «Spalla e gomito tanno bene, solitamente sarebbero questi i primi sintomi di problemi di meccanica ma non ho nulle di simile. Il talento non sparisce può andarti storta qualche volta a rimane».
Rimandate al mittente anche le visioni che vedrebbero nelle parole su Brown e la questione legata all’inno come cause della gara disastrosa di domenica. Immancabile anche la rilettura delle parole sul possibile ritiro al termine della passata stagione in collegamento alle scarse performance del qb. «Se mi chiedete se sono ancora coinvolto- ha risposto a riguardo- vi dico che lo sono e al 100%, amo questo gioco. Ho dato tutto se non mi importasse più di nulla la gara di domenica non mi avrebbe disturbato. Mi infastidisce l’aver giocato così. Come detto lascerò la cosa alle spalle ma questo non significa che non mi importi. Sono uno dei migliori al mondo e questa settimana farò di tutto per giocare a quei livelli».

lunedì 9 ottobre 2017

Debacle Roethlisberger. Tonfo casalingo coi Jags

Pittsburgh riesce a perdere contro una squadra che nel secondo tempo prova un solo passaggio, sbagliandolo, lo fa in casa con un atto di autolesionismo veramente stremo. 21 dei 30 punti subiti sono infatti imputabili, 14 direttamente da pick six, al proprio qb.
Ben Roethlisberger per la prima volta in carriera chiude una gara con cinque intercetti, vani i tre viaggi in red zone, pessime le letture e terrificanti alcuni lanci. Se questi dati non bastassero a far percepire l’insufficienza della prova un ulteriore elemento, dei 33 completi 16 sono stati da meno di 6 yards. Uno dei pochi lampi con 3:29 sul cronometro, a gara ampiamente compromessa, un td su antonio Brown vanificato da un holding di David DeCastro. Il drive successivo avversario a completare la gara disastrosa un td di Founette con una corsa da 90 yards.
La solita sensazione di non riuscire ad affrontare una gara sulla carta agevole ma che sul campo risulta più dura, un forte senso di inadeguatezza dato anche dal coaching staff che perde due time out su due challenge insensati.
Dopo il terzo ed ultimo field goal di Chris Boswell, frutto per altro dell’ultimo drive decente dell’attacco che non riesce però a segnare nonostante raggiunga le 5 yards avversarie, sul punteggio di 9-7 la difesa riconsegna l’ovale all’attacco. Qui al secondo snap Roethlisberger cerca un lancio senza senso e vede Telvin Smith riportarlo in endzone. Invece di arrivare il riscatto arriva poi un altro pick six con un lancio troppo forzato su Brown e Barry Church con un ritorno in td da 51 yards.
Pittsburgh si presenta così 20-9 all’inutile quarto finale, risultato che sarebbe perfino potuto essere più pesante se Ryan Shazier non avesse “derubato” James O’Shaughnessy trasformando un completo in un intercetto sul finire di primo tempo.
Un attacco che incappa nella peggior partita in carriera del proprio qb non può salvarsi se il proprio runningback chiude con 15 tentativi e 3,7 di media a portata contro la peggior difesa sulle corse della lega.
«Non ha giocato bene parlerò con lui» ha dichiarato nel post gara Tomlin sulla gara del proprio qb. Il diretto interessato ha dichiarato senza troppi giri di parole sulla sua prestazione e se c’è qualcosa di diverso il lui «non credo, ma forse non ne ho più».